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Festa patronale

Con l’allegria dell’infanzia,oggi festa patronale,sono scesa per le vie di Piano ed ho preferito non usare auto pensando di trovare traffico e tanta gente.Sul Corso poche e sguarnite bancarelle costeggiavano la strada stipate in tende tutte uguali pseudo berbere che dalla via non facevano intravedere alcunchè…in piazza della Repubblica tre o quattro bancarelle ed un affare colorato mal messo atto a far giocare(o far far male?)i bimbi…e null’altro.Mi si è stretto il cuore ed ho chiuso un attimo gli occhi:festa di San Michele ed io bambina:c’è mio papà che festeggia l’onomastico ma è d’obbligo,prima di pranzo ed anche prima di cena,farsi vari giretti sulle giostre e comprare dei giochini e cosarelle futili(le ziarelle come direbbe un mio amico)dalle tantissime bancarelle che riempivano gli spazi concessi dell’intero(o quasi Corso)e delle tre Piazze…e sentire la banda che si avvicinava…ed avvertire tutt’intorno l’aria di un’antica festa. Oggi sembrava un giorno normale,traffico zero ,poche persone,qualche commerciante che diceva che le bancarelle sono un danno per loro(cosa non vera-siete avidi e poco lungimiranti-) mentre una persona con bancarella si lamentava che aveva versato al Comune 500 euro al giorno e non sapeva se ne avrebbe avuto un ritorno.Non conosco le dinamiche delle varie organizzazioni comunali nè cosa possano significare talune scelte,so solo che sono tornata a casa intristita e delusa. Per ora stiamo ancora pubblicando cose sul ‘soft’…ma è solo l’inizio.Buona lettura!

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pietre

…ed è una pietra nel deserto
quest’anima atterrita
nel caos primordiale
di un amore senza luce.
gioca la mente
con ricordi e sensazioni
nel buio remoto
di solitudini abissali.
e nel mezzo della notte
cerca una luce
che tocchi questo cuore
ma
come pietra nel deserto
impassibile
non attende pioggia
da cui nasca un fiore.

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Un Uomo

Mi piace ricordarti mentre intonavi vecchie canzoni un po’ stonatelle,il tuo profumo che rimaneva di te la mattina quando già eri uscito di casa,il tuo guardare oltre il mare con una sorta di compiaciuta rassegnazione ma soprattutto,chissà perchè,se chiudo gli occhi,ti rivedo in un tardo pomeriggio estivo,il tuo vestito di lino irlandese,il tuo panama tra le mani,chiamarmi per farti compagnia nelle tue passeggiate tra limoneti ombrosi e argentei uliveti.E la brezza scompigliava i tuoi capelli argentei e mossi,i miei capelli dorati e ricci.Tu dicevi che ti ero arrivata come il più bel dono del Cielo,un po’ tardi e con me cercavi di condividere memorie antiche che sapevi avrei tenute strette nella mente e nel cuore.
Il pranzo…poi…spesso a tavola non c’eravamo solo noi ma anche operai che lavoravano per te,collaboratori,la donna di servizio….nessuno ha mai pranzato in cucina di quelli che oggi chiamerebbero”i collaboratori”.Avevano giuste ferie e regali a Pasqua e Natale per la famiglia.E noi crescevamo(grazie anche ad una madre con idee molto simili alle mie)con grandi ideali di giustizia ed uguaglianza e a posporre il nostro all’altrui bene.Non so se ci siamo trovati bene,ma oggi,come dicevi tu”possiamo camminare a testa alta e dormire tranquilli la notte”.Oggi ancora combatto…forse coi mulini a vento…è passato molto tempo e tu saresti stato male in questi periodi…Ricordare a volte non è mai facile ed io preferirei guardare al futuro; ma se oggi sono quella che sono,lo devo anche a te e il passato torna come un punto di riferimento,come quando prendo fotografie ingiallite da incorniciare.Qui davanti ci sei tu sorridente con mamma:la mia storia da trasferire poi a mia figlia…valori,sentimenti,emozioni:forse è questa l’eternità.

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succo di limone e polvere di tufo

Impressioni di settembre,mentre il vento è più fresco e nuvole vagabonde solcano veloci un cielo blu cobalto.Di tanto in tanto dalla campagna si sente un qualche uccello notturno e,di tanto in tanto,prima dell’alba,ho sentito il canto della quaglia.Laggiù il mare ed oltre,c’è Napoli che luccica…di qui ci sono le colline che ornano questa valle.Stasera c’è solo uno spicchio di luna che dona un leggero chiarore illuminando  questo palazzo dove sono passati antichi nobili e si sono create leggende e storie e dove l’atmosfera è sempre un po’ ‘magica’…Lo scalone in marmo dà un senso di triste,maestosa antichità tra decori e stemmi settecenteschi ed io,salendo a casa,ho sempre la strana impressione di vedermi catapultata in un mondo antico.Ora guardo fuori al terrazzino ed annuso l’aria come le antiche streghe e,ad un tratto,mi sembra essere un tutt’uno con la Natura intorno…ed è così…questi luoghi sono il centro della mia esistenza   e,come diceva mio padre:”Anche se un giorno andremo lontano,torneremo sempre  perchè abbiamo nel sangue polvere di tufo e succo di limone”.

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