riflessioni ed attualità, Senza categoria

L’anno che verrà

Non sapevo se avessi trovato tempo e testa per scrivere,ma ora è un momento di pausa:non cucino,non è in moto la tv,marito uscito e figlia e fidanzato che vedono un film in un’altra stanza.Sta andando via il 2015 che ha portato a me novità anche positive ed al mondo una serie di cambiamenti non tutti comprensibili,non tutti belli:il caos nel mondo arabo innescato non si sa da chi,le stragi,guerre sempre più feroci di cui sappiamo notizie frammentarie e ben filtrate che una tv non sempre veritiera ci propina,gli sbarchi e ,spesso,i naufragi della speranza e questo mondo sempre più diviso tra chi è estremamente ricco e potente e chi è dannatamente povero ed indifeso.E’ stato un anno in cui si è messo in discussione un sistema di economia e di vita aldilà dei proclami di un premier farneticante e che rappresenta solo i poteri forti.Stamattina,nel mio microcosmo,ho visto negozi stracolmi di gente(ma solo per i generi alimentari),gente distratta ed ingrugnita(un tempo si notavano fatuità e benessere),auto che correvano chissà dove o sembravano impazienti di arrivare chissà dove in un traffico moderato.Ecco cosa ho notato stamane:la carenza della dimensione umana.Così trovi il bancarellaro ed un negoziante che vogliono propinarti fichi secchi di scarsa qualità conditi col miele o zuccheri vari,fetenti e mollicci:”Signò,ma che dicite?!Chist’ ‘e facimm nuje ‘a casa!”.Non è vero,ribatto…queste sono fetenzie industriali passate(se tutto va bene)per forni industriali a vapore e poi condite con aromacci vari.I veri fichi essiccati al sole e poi passati al forno sono un’altra storia(di solito me li porta BUONI mio fratello-li prende nel Cilento- e noi sempre li compriamo-BUONI- a Vico in un’antica salumeria)…non compro alcunchè e vado oltre.Vado in pescheria e faccio rifare il conto…ed infatti il giovanotto(forse per la ressa?)aveva sbagliato a suo favore.Passo in farmacia per un farmaco da banco e lì ,dopo una fila di 15 minuti,assisto involontariamente ad una scena che mi ha dato da pensare.Davanti a me una donna,età indefinibile ma forse una trentenne,ordinata ma sicuramente con problemi o economici o di vita o entrambi e vedere la farmacista che non voleva darle i medicinali solo perchè alla somma mancavano 50 centesimi e spulciare tra le ricette della malcapitata  per capire se le dovesse rimborsare o meno una precedente spesa, ha fatto rinascere in me la persona irruente dei vent’anni…ma mi sono autocontrollata.Intanto c’era folla anche lì,in farmacia…ed io,adirata per quello che avevo visto,ho preso il mio farmaco e sono andata via senza contare il resto:solo in auto mi sono accorta che il farmacista mi aveva dato un resto’a suo favore’.Stiamo peggiorando come Esseri umani…Ecco…ecco uno spaccato di microcosmo…nulla fa sì che possiamo sperare che la gente cambi…Ognuno  vive nella sua isola,cercando di salvarla anche con atti da pirati,badando al proprio tornaconto e,se può,cercando di furare gli altri.Ora vi lascio…vado incontro al mio fine d’anno ed auguro a tutti ed a me che iniziamo a guardare il nostro prossimo ma anche la Natura e gli animali con altri occhi:con pìetas che implica  amore, compassione e rispetto…e forse solo così l’Esistenza sarà più facile per tutti.Ricominciamo da domani una vita degna di questo nome.Buon 2016 a tutti!

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Natale e dintorni

Primo anno in una casa nuova ma tra odori ed affetti di sempre.In un angolo del grande balcone c’è un albero decorato come un sogno infantile antico,i doni ai suoi piedi,aspettano solo di essere aperti.Davanti ai fornelli,figure indaffarate,tra cui anch’io fino a 10 minuti fa,nel preparare intingoli vari per ricordarci che ogni anno si rinnova la Vita quotidiana e spirituale insieme ad antiche abitudini.Si affollano momentanei ricordi su Natali passati e su figure scomparse nel tempo,ma, se chiudo gli occhi ,sono tutte qui intorno,nei nostri gesti,nei sorrisi,nelle buone tradizioni.L’opulenza,seppur misurata,fa cozzo con tre quarti del mondo affamato ed in guerra e mi chiedo quale sia il vero spirito natalizio.Per ora stiamo qui cercando di riflettere poco e rilassarci molto sperando che prima o poi cambi qualcosa nelle menti umane e che l’Umanità torni ad essere il fine dell’Esistenza e non un mezzo.Buon Natale!

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riflessioni

Bastano gesti e parole per farti comprendere le persone.A volte le sorprese sono amare.Personaggi rancorosi e quindi malvagi, capaci di mostrarsi come pecorelle mansuete ed ingenue e che al momento per loro opportuno tolgono la pelle ovina facendo comparire un felino inselvatichito e affamato,sono capaci di ogni nefandezza pur di soddisfare la propria frustrazione,la propria innata ambiguità.Mi adiro ancora davanti a simili figuri ma non più di tanto e,dopo un’iniziale rabbia,li relego ancor più lontano dalla mia vita e dall’anima.Ed intanto Natale è vicino…cambieranno tante cose e la cattiveria non prevarrà.

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IL PRESEPE

I primi ricordi sono di tanti anni fa.C’era,nella nostra grande casa dell’infanzia,una stanza che prediligevo.Mi piaceva l’atmosfera di penombra donata da parati bordeaux su cui erano disegnati dei leoni in oro antico satinato ed il soffitto fatto a cupola su cui era stato dipinto(chissà quando) un cielo blu con stelline…A destra c’erano la scrivania ed una poltrona scure ed antiche.Di fronte un divanetto con tappezzeria damascata rosso boerdeaux ed altri tre seggioni con la medesima tappezzeria…in fondo,la libreria piccola dove mio padre conservava i suoi documenti ed i suoi dischi di una passata gioventù…Su,un lampadario che forse un giorno lontano era stato a petrolio…ferro battuto e campana in porcellana…i pavimenti rosso scuro:lo studio di mio padre.Era un luogo in cui si passava silenziosamente per accedere velocemente alle stanze da letto,dove si bussava prima di entrare, ma era anche un luogo che a metà novembre si animava e s’illuminava.Tavoloni di noce portati dalla cantina e poggiati su scanni erano il segno che si preparava il presepe.E nasceva il presepe,di fronte alla scrivania di papà,mettendo altrove divanetto e seggioni rinascimentali:mamma comprava sempre nuovi pastorelli in terracotta…ed era un via vai di legnetti,carte doppie da dipingere,luci,casette,muschio preso dalle zone d’ombra del giardino…studio accurato di luci,sfondi e proporzioni,monti e pianure…ed al centro:la capanna…Gesù veniva posto nella mangiatoia la sera del 24 mentre i magi,prima lontanissimi…si avvicinavano piano piano fino al 6 gennaio…e c’era l’osteria,il banco della frutta,pecorelle e pastorelli,cesti di frutta e salumi fatti di cera,casette illuminate con personaggi all’interno e,sulle montagne, pastorelli ed animali piccini piccini:erano lontani…Gli sfondi passavano dalla zona di vespro alla notte stellata e tutto sembrava una bella favola destinata ad essere eterna.Poi andammo in città,tutti…perchè noi potessimo studiare più agevolmente…ed i pastorelli,le casette e ciò che si poteva conservare non ci seguirono:vennero riposti in uno stanzone-deposito,insieme a tante altre cose…forse noi adolescenti e poi adulti non ci pensammo più.Poi,un giorno,mani rapaci aprirono questo deposito-ripostiglio,portando via cose che credevano essere di valore e,tra queste ,anche molti pastorelli…A parte il furto,di cui fummo avvisati,non pensammo ai pastorelli e agli arredi da presepe se non quando nacque mia figlia e chiesi a mamma se potevo prendere i pastori della mia infanzia per preparare un presepe ad Jone.Fu una delusione:non c’era più nulla…avevano rubato anche quelli e fu come se avessero staccato un piccolo pezzo dei miei bei ricordi…però,forse perchè nascosti da cartacce,ne trovammo 3 ed alcune pecorelle con un rudere in cartapesta.E così mio marito (lui è bravo ed ha un’ottima manualità)costruì casette e poi stradine e monti,comprò pastorelli,osti,animali,angeli,cesti di frutta e preparò,nel corso degli anni,bei presepi…quest’anno non c’è stato tempo.La presenza del Presepe era ed è la festa,la tradizione cristiana,il richiamare alla mente ed al cuore il ricordo e le parole di un grande che cambiò il senso dell’Umano e della Storia,che portò nel Mondo il senso dell’uguaglianza e della libertà e forse per questo fu ucciso…ed il tutto al di là della religione e delle istituzioni che la rappresentano.Ho preparato già l’albero,rigorosamente artificiale.Non ha più l’odore forte del vero abete,ma forse è meglio così:non vedremo più morire un alberello vivente e l’effetto è bello;il senso di antica magia che si rinnova tra lucette multicolori e decorazioni da paese dei balocchi…Lasciateci ancora sognare,lasciate che una persona su mille pensi ancora che il Natale non sia un fatto consumistico e…non temete…chi ha letto il vero messaggio cristiano rispetterà ogni altro credo e non credo che il nostro modo di far festa possa offendere altri credo.Vi sono valori che sono universali ed appartengono all’intera Umanità….A proposito…nei giorni scorsi tristi figuri politici hanno cercato di strumentalizzare dei fattarelli di  cronaca che riguardavano festività,presepi e crocifissi:per favore,la polemica non vi appartiene e per vostra ideologia e per condotta di vita…E cerchiamo di riflettere ogni tanto.

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