Riflessioni

Frustrazioni,cattiveria e quant’altro

Verissimo…l’ho sperimentato sulla mia pelle;ma tutto questo ha rafforzato,col tempo,il mio carattere e la mia autostima,nonostante l’amarezza per i comportamenti altrui.Non credo di essere perfetta…assolutamente.Credo,però,di aver incontrato un’Umanità varia (tra cui tante belle persone) che nel bene e nel male hanno contribuito al mio presente.Ogni cosa che accade,serve alla nostra crescita e,se c’è del buono in noi,al nostro miglioramento morale.È un brano di una brava scrittrice :Sa Shan.21616374_10214170059267002_8568196225215563724_n

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Storie

Un ricordo per il 25 aprile. Luogo:Castellammare di Stabia Personaggi:le mie zie,mamma,gli Stabiesi

Ancora sul 25 aprile-Castellammare-…Mamma mi raccontava che arrivarono i bombardamenti sulla Città…il rifugio era costituito da un deposito leggermente interrato sottostante al palazzo e,al suono delle sirene,correvano tutti in quel luogo dove non c’erano differenze di ceto o di sesso:tutti affratellati dalla paura e dalla rassegnazione.Mamma mi raccontava che le bombe non colpivano Castellammare perchè il Popolo diceva che San Catello vegliava sulla Città.E non so se fosse suggestione,realtà o giochi di ombre,ma loro mi dicevano che sul campanile della Cattedrale s’intravedeva la figura di San Catello…cosa confermata anche da altre persone.Ognuno sperava vivamente che una protezione divina potesse esserci,visto che non avrebbero potuto sperare in quella umana.Dopo l’8 settembre,a Castellammare erano rimaste,di famiglia, solo mamma e due sue sorelle:il nonno e gli altri erano al loro paese di origine in Puglia…perchè era forse un luogo più sicuro.Loro tre aspettavano che un cugino di Napoli le portasse via verso il paese ma lui preferì seguire le sorti di Napoli(dove già si stava organizzando un po’ di resistenza) e loro rimasero  quasi intrappolate in Città perchè era diventato poco sicuro uscire da Castellammare e viaggiare,  soprattutto per tre ragazze.Così rimasero.Ed erano tempi duri:avevano come comprare cibo ma il problema era che il cibo non c’era ed i soldi servivano a poco.E così c’era il ragazzino(alunno di zia Olga) della ‘Mbriciatella(Via Rispoli) mentre loro abitavano nella vicina Piazza Matteotti, che aveva sfidato più volte  i fucili nazisti portando loro marmellata e zucchero trafugati da una distrutta Cirio, in cambio di qualche soldino…e c’era un buon uomo di Ponte Persica,cliente di mio zio medico(repubblicano ed antifascista) che portava patate dalla campagna e un altro   che portava un po’ di olio che arrivava raramente e a caro prezzo.Le truppe naziste imperversavano in Città…non si sapeva cosa sarebbe accaduto e che cosa avrebbero fatto i nazisti che,sentendosi traditi ,avrebbero potuto fare di tutto.Infatti Radio Londra e o Radio Vaticana trasmettevano notizie poco rassicuranti:qualcuno che era arrivato dal nord parlava di campi di concentramento e di fucilazioni.Girò voce di rastrellamenti e che avrebbero caricato giovani uomini per portarli a lavorare in Germania e così(non tutti)ma molte donne ed anziani(molti uomini erano ancora chissà dove,sperduti tra lo sfacello di un esercito disgregato) iniziarono a nascondere giovani uomini in scantinati e cantine nascoste.Anche mamma e le sorelle offrirono la loro cantina per questo scopo salvando dei ragazzi che abitavano tra Piazza Matteotti,via Roma ed il Vicolo del Carmine. Non furono le sole,ripeto, e correndo gravi pericoli:se i nazi avessero trovato persone nascoste in un luogo,il proprietario del luogo sarebbe stato passato per le armi.I tedeschi bussarono alla loro porta e,con molta decisione fu risposto che lì vi erano solo tre ragazze e cjhe  non nascondevano alcuno;cosa confermata al momento da un loro conoscente,amico del ‘federale’.Tra l’altro,in un periodo in cui l’uomo era davvero bestia feroce per l’uomo,c’era il pericolo anche di chi era delatore e quindi si doveva agire in silenzio e circospezione.Mandavano,poi, il solito ragazzino(che non dava adito a sospetti) a portare generi di prima necessità ai ragazzi nascosti e così costoro si salvarono…Molti altri furono deportati…Qualcuno non tornò.-.Un giorno,mamma e sua sorella Egle stavano in piazza Monumento quando un ufficiale tedesco disse qualcosa in tedesco verso mia zia.Lei era una donna colta e conosceva le lingue e costui le aveva rivolto un complimento un po’ pesante.Zia Egle non ci pensò su due volte:tolse il guanto e mollò uno schiaffone al tedesco.”Siamo fritte”-pensò mia madre ,morendo di terrore.E già si vedeva bella e morta,ma costui,bestemmiando, si allontanò con altri tedeschi pressocchè ridacchianti…Poi arrivarono ‘gli alleati’:americani,inglesi,uomini del Commonwealth.Per mamma e le zie costoro erano invasori come invasori erano stati i tedeschi e pensavano  che la loro presenza avrebbe avuto un prezzo per tutta la nazione.Non li hanno mai accolti in casa,da loro non accettarono nulla.Un loro conoscente,mi raccontava che spesso gli americani lanciavano sui loro balconi cioccolata,sigarette,pane ed altro  che loro col piede buttavano  giù…Poi ci fu il referendum:loro scelsero la Repubblica e fu la I volta che le donne potessero votare…e fu Democrazia:fondata sul sacrificio di tanti giovani di allora perchè i loro figli e nipoti avessero pace,libertà e benessere.Storielle di settant’anni fa ed oltre…storie piccole che fanno parte della grande Storia.

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Riflessioni, Senza categoria

Sere

Sera un po’ fresca:sembra che la primavera abbia preso qualche giorno di vacanza.Una leggera stanchezza viene compensata da sane chiacchierate in famiglia ,commentando qualche fattarello di vita corrente e le notizie dalla TV.Leggo un vecchio testo che mi fu affidato(non regalato,mi diceva:’I libri si affidano e si usano’) da un professore che stimavo tantissimo.Lui pensava che sarebbe stato in buone mani e che ne avrei fatto buon uso.E’ il Timeo di Platone.Ogni tanto lo rileggo,o perlomeno ne rileggo qualche passo.La filosofia greca ci ha insegnato il ragionamento,il senso critico,il rispetto per l’Uomo,l’incipit della psicologia.Dal suo studio impariamo a discernere cose e persone:non sempre le risposte ci riempiono di gioia.Serena notte!

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Riflessioni

Gente

Dico sempre che io sono un’osservatrice:osservare mi permette la conoscenza ,il senso critico ,la consapevolezza.Non se ne può più di ignavi,di stupidi che,solo perchè si è gentili e letteralmente ‘sfasteriati’ di iniziare discussioni o farsi malanimo,credono di averti raggirato o,peggio,denigrato adducendo argomenti idioti e a tratti ignoranti.Non sopporto chi,in mala fede,fa il paladino contro ingiustizie e a favore della legalità per poi scoprire che vi sono interessi privati(per sè e per i suoi) dietro sbandierate idee ricche di grandi ideali.Odio i manipolatori e o le manipolatrici che usano il prossimo,senza alcuna forma di etica e amore,per arrivare agli scopi prefissati.Stufa di far finta di non capire,di sorridere sempre sembrando stupida come lo sono tante persone semplicemente furbe e smaliziate che incontro e che ho incontrato nella mia vita e che credono di raggirarti o usarti solo perchè ti vedono educata,non venale e disponibile:la furbizia non è assolutamente sinonimo di intelligenza…anzi!.Che Dio o la Vita abbia pietà della loro idiozia…per me,sono solo figure danzanti e scalcianti per un piccolo quanto misero posto al sole:vegetano e non vivono, tra invidie,arrivismo e mancanza di etica vera.A loro direi di guardare un po’ in alto,verso l’infinito cielo stellato e provare a comprendere che ogni mancanza di lealtà con sè stessi e poi con gli altri,potrà far ricavare nuovi fatui successi…ma si resterà nulla e che nel nulla di questo infinito universo,costoro saranno inghiottiti prima o poi,lasciando il nulla dietro di sè:l’oblio.Io poi penso che per tanti,troppi,sia uno stile di vita.E stasera,come dice un amico:”Aizate ‘a capa”…e guardate in alto verso un albero,un tetto,un monte,il cielo e riflettete sul senso dell’Esistenza.

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Storie

L’alba di un tramonto

Non era finita ancora la notte.Le ultime stelle cedevano il passo ad un lieve chiarore ad est.Venere brillava della luce di un sole che stentava a farsi strada tra i monti e il buio del cielo.I primi uccelli cantavano ,appena svegli e ,aldilà di quella finestra, un pizzico di mare si delineava sempre più minuto dopo minuto.Irma socchiuse gli occhi.Lo aveva sempre fatto quando si svegliava troppo presto per poi riaprirli e guardare con incanto ciò che vedeva da casa sua,a quell’ora.Con lo stesso stupore dell’infanzia,scese dal letto e cercò di rubare ogni colore del cielo,ogni stella ormai a tramonto per ripeterle nella sua memoria qundo non avrebbe potuto vedere lo splendore di quei momenti.Il caffè borbottò sul fuoco ed intorno si sparse un odore antico e piacevole.Il latte si riscaldava piano piano e lei apparecchiò la tavola.Una piccola tovaglia,una tazza per il caffelatte,una tazzina da caffè.Prese i biscotti,lo zucchero e fu allora che,tra nubi rossastre,vide sorgere il sole.Spense il gas ed andò al balcone:e fu luce e fu calore e lei si voltò indietro e disse istintivamente:””Vieni,il sole sta sorgendo:guarda che colori!Che bella giornata sarà!” “Guarda…” chi?Nessuno le rispose.La casa era vuota.Lei rimase un attimo stupefatta ed addolorata.Nessuno con cui condividere quell’attimo.Nessuno che potesse sorriderle e rispondere.Non ci si abitua facilmente alla solitudine.Bevve lentamente il suo caffè,il suo latte e la mente tornò ad anni indietro,alla sua vita piena di persone ,di cose da fare,di affetti,di famiglia.Il tempo era trascorso in fretta e con sè aveva portato via pezzi del suo mondo.Il sole aveva riempito la stanza.Un vocìo venne dalla strada ed un falco,nel cielo,sembrava comparso dal nulla,quasi volesse comunicarle qualcosa.Socchiuse gli occhi,come quando da bambina doveva trovare coraggio.Guardò le sue mani un tempo bellissime ormai piene di segni di vita passata e,allo specchio,vide un volto stanco su cui,però il sole nascente rifletteva la luce nei suoi occhi.”Ogni ruga è un segno di vita”-le diceva sua madre.Ora ne aveva tante,ora.Del suo mondo era rimasto poco.Figli,compagno,famiglia…preoccupazioni ,gioie e beghe…e delle persone,chi era lontano e chi era andato via per sempre.Ad un tratto,tra stanchezza e malinconia,si lasciò cullare,sul divano,dai raggi del sole e ricordò cose antiche,immagini,persone,momenti e sentì la dolcezza di un sonno strano che riempiva le sue membra e la sua mente e si lasciò trasportare oltre la luce,oltre il sole.

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Riflessioni

Fiori

Sono i fiori di Rol che tra tenui colori lavanda,lilla e pastello mi hanno attratto in questo piovoso pomeriggio di febbraio.Tra gli smorti alberi di fronte al mio balcone,qualche pettirosso insegue il canto della mia radio,il gatto sonnecchia e questa strana luce filtrata da nuvole e nebbia,non so perchè,ma sembra già aria marzolina con le sue nebbioline ed il suo incedere lento verso una nuova primavera.Spengo la radio ed un silenzio irreale pervade ogni cosa .Tutto sembra fermo se non fosse per un orologio che impone il suo ticchettio.Troppe cose da completare,tante da iniziare,molte intuite e un mondo da vivere,oltre l’antica casa,le cose passate e queste mani che cambiano col tempo e che ogni giorno hanno un segno in più.cropped-composizioni_floreali_1.jpg

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Riflessioni

Compleanni

Sono solo foto,alcune in bianco e nero.Una strana immobile felicità permea dai volti e dalle pose.Immagini.Bambini di pochi anni che sorridono e si sorridono tra loro e volti…quanti…ormai spariti dal nostro tempo.Da bambini il Mondo è una magnifica avventura e la felicità è avere una famiglia sorridente,gli amici,i giochi e il correre tra prati in cerca di animaletti nuovi da scoprire .Felicità erano i compleanni con torte,dolci,amici e parenti…ed i regali.Tutto sembrava non dovesse mai cambiare.Ma il tempo è passato in fretta e così l’adolescenza e l’età giovane.Da ragazza avevo in me una sorta di delirio di onnipotenza per cui sembrava che il mondo fosse sempre disponibile ai nostri desideri.Oggi non c’è l’ingenua capacità di correre,cadere e rialzarsi anche davanti alla Vita.Oggi la vita sembra simile a questo tempo:pioviggina ed il sole illumina le gocce che scendono.Al di là di quel monte,c’è ciò che resta della mia famiglia di origine.Qui ho il mio nuovo cammino che dura da tanto ma non c’è più l’allegra speranza di quelle foto:l’età,le persone e i momenti sbagliati cambiano animo e carattere.Di là c’è un gatto che ronfa sul divano.Si chiama Fufi.A volte sembra quasi un cane per come si comporta.Ricordo che ad un anno,avevo una gatta,bella come Fufi…ma,mannaggia,non ricordo il nome…ma so che giocava con me e con i miei giochi,poi sparì.Forse andò a morire lontano,chissà.Ma di lei ho chiare immagini di piccoli momenti…ecco,si chiamava Muffy…Il micione mi guarda dal divano,scende a terra e gioca con qualcosa trovata per caso ed io mi ritrovo bambina,ho ancora un anno,faccio segno  al gatto di zittire mentre mi vede che prendo quasi di nascosto la cioccolata…e gioco ancora con lui.Ecco…il tempo si è fermato:le cose brutte sono lontane…mia figlia tentenna la testa e sorrido e lei fa altrettanto.Ecco:se qualcuno ci scattasse una foto,saremmo come in quelle vecchie:pieni di speranza e con gli occhi pieni di gioia infantile.Tra qualche giorno compirò gli anni e faremo foto e ci sarà mio marito,una figlia e forse il suo fidanzato… quei bambini di tanti anni fa,li vedo ogni tanto.Degli adulti non c’è più nessuno e tutto va come deve o come vogliamo o abbiamo voluto.Ed è un nuovo anno di vita!

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